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Flessibilità energetica: cos’è e perché è importante per le aziende

Per molti anni, la transizione energetica si è concentrata soprattutto su un obiettivo: aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Un obiettivo che resta fondamentale, ma che oggi deve essere accompagnato da una nuova capacità: gestire l’energia in modo più flessibile e intelligente.

Con la crescente diffusione di fotovoltaico ed eolico, infatti, la produzione di energia rinnovabile non coincide necessariamente con i momenti di maggiore consumo. Il fotovoltaico produce soprattutto nelle ore centrali della giornata, mentre la produzione eolica dipende dalle condizioni meteorologiche. Allo stesso tempo, industrie, siti produttivi, piattaforme logistiche, punti vendita ed edifici commerciali seguono profili di consumo specifici.

In questo scenario, la flessibilità energetica assume un ruolo sempre più importante.

Che cos’è la flessibilità energetica?

La flessibilità energetica è la capacità di adattare nel tempo la produzione, il consumo, l’accumulo o il prelievo di energia elettrica, tenendo conto delle esigenze dell’azienda, della disponibilità di energia rinnovabile, delle condizioni della rete e dei segnali di mercato.

In altre parole, significa passare da un modello nel quale l’energia viene semplicemente consumata quando serve a un sistema nel quale produzione e consumi possono essere gestiti e coordinati in maniera più intelligente.

Le aziende possono aumentare la propria flessibilità attraverso diverse soluzioni.

I sistemi di accumulo a batteria, ad esempio, permettono di immagazzinare l’energia disponibile in determinati momenti e utilizzarla successivamente, quando è più conveniente o necessario.

In alcuni processi industriali è invece possibile modulare o spostare parte dei consumi verso fasce orarie più favorevoli, senza compromettere la continuità produttiva.

Anche la ricarica dei veicoli elettrici può essere programmata in funzione dei profili di consumo, della produzione fotovoltaica e delle condizioni economiche della fornitura.

Lo stesso principio può essere applicato agli impianti di riscaldamento, raffrescamento e ventilazione, attraverso sistemi di controllo e gestione capaci di ottimizzarne il funzionamento.

Quando queste tecnologie vengono integrate con la produzione rinnovabile on-site e con sistemi di monitoraggio e gestione dell’energia, l’azienda può passare da un ruolo di semplice consumatore a una gestione più attiva delle proprie risorse energetiche.

Perché la flessibilità energetica sta diventando sempre più importante?

Il sistema elettrico europeo sta attraversando una trasformazione profonda.

La crescita delle fonti rinnovabili rende la produzione elettrica più variabile. In alcune ore, un’elevata produzione solare o eolica può determinare un’abbondante disponibilità di energia e contribuire a ridurre significativamente i prezzi sui mercati all’ingrosso, fino a portarli in alcuni casi su valori negativi.

In altri momenti, invece, la produzione rinnovabile può diminuire proprio mentre la domanda rimane elevata, aumentando la necessità di ricorrere ad altre fonti di generazione.

La sfida della transizione energetica, quindi, non consiste più soltanto nel produrre più energia rinnovabile, ma anche nel riuscire a far coincidere meglio produzione e consumo.

Ed è proprio in questo spazio che interviene la flessibilità energetica.

Dal consumo all’ottimizzazione dell’energia

Per le imprese, questo cambiamento comporta un modo diverso di considerare l’energia.

Tradizionalmente, l’elettricità acquistata dalla rete rappresentava soprattutto un costo operativo. Lo sviluppo dell’autoconsumo fotovoltaico ha iniziato a modificare questo paradigma, consentendo alle aziende di produrre direttamente una parte dell’energia necessaria alle proprie attività.

Il passo successivo è ottimizzare l’intero sistema energetico.

Un’azienda che integra produzione fotovoltaica, sistemi di accumulo, interventi di efficienza energetica e un Energy Management System (EMS) può gestire in modo più consapevole quando utilizzare l’energia prodotta in sito, quando prelevarla dalla rete e quando immagazzinarla per utilizzarla successivamente.

Monitoraggio, dati e automazione permettono inoltre di individuare inefficienze, analizzare i profili di consumo e prendere decisioni basate sulle reali prestazioni energetiche degli asset.

L’energia smette così di essere considerata esclusivamente come una voce di costo e diventa una risorsa da gestire strategicamente.

Flessibilità energetica e competitività: quali vantaggi per le aziende?

Per un’impresa, una maggiore flessibilità può generare benefici su più livelli.

Ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia.
Una gestione più intelligente dei consumi permette, dove tecnicamente possibile, di ridurre o spostare il prelievo dalla rete nelle fasce meno favorevoli e di valorizzare maggiormente l’energia autoprodotta o accumulata.

Aumentare il valore dell’autoconsumo fotovoltaico.
Produrre energia rinnovabile in sito è particolarmente vantaggioso quando questa può essere utilizzata direttamente dall’azienda. L’integrazione tra fotovoltaico, accumulo e gestione dei carichi può contribuire ad aumentare la quota di energia autoprodotta effettivamente utilizzata.

Migliorare il controllo dei consumi.
Sistemi EMS e BMS consentono di monitorare gli asset, individuare anomalie e inefficienze e intervenire sui profili di consumo con maggiore consapevolezza.

Rafforzare la resilienza energetica.
In un contesto caratterizzato da crescente elettrificazione e da una maggiore complessità del sistema energetico, conoscere e gestire in modo integrato produzione e consumi consente alle aziende di avere maggiore controllo sulla propria strategia energetica.

Fotovoltaico, accumulo ed efficienza: una strategia energetica integrata

La prima fase della transizione energetica si è concentrata soprattutto sull’aumento della capacità di produzione rinnovabile. La fase che stiamo affrontando oggi richiede qualcosa in più: integrazione, accumulo, efficienza, flessibilità e gestione intelligente dell’energia.

Per questo, fotovoltaico, sistemi di accumulo, efficientamento degli impianti e sistemi di Energy Management non dovrebbero essere considerati come interventi isolati.

La loro integrazione permette di costruire una strategia energetica basata sulle caratteristiche specifiche di ogni azienda: profilo di consumo, processi produttivi, disponibilità di superfici per il fotovoltaico, caratteristiche degli impianti e obiettivi economici e ambientali.

È l’approccio che Helexia applica ai progetti di transizione energetica: partire dall’analisi dei consumi e degli asset per individuare gli interventi più adatti, realizzarli e monitorarne nel tempo le prestazioni.

Verso una gestione sempre più intelligente dell’energia

Per le aziende, la transizione energetica non significa quindi soltanto consumare meno o produrre più energia rinnovabile.

Significa soprattutto capire come produzione, consumo, accumulo ed efficienza possano lavorare insieme.

In un sistema elettrico sempre più dinamico, il valore dell’energia dipenderà infatti non soltanto da quanta ne produciamo o consumiamo, ma sempre di più anche da quando e da come la utilizziamo.

La flessibilità energetica rappresenta quindi uno dei passaggi chiave verso un modello energetico più efficiente, resiliente e sostenibile per le imprese.