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FER X a regime: il via libera dell’Europa per accelerare la transizione energetica italiana

Pochi giorni fa, la Commissione Europea ha approvato il decreto FER X a regime, il nuovo meccanismo di sostegno destinato allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili mature in Italia, tra cui fotovoltaico, eolico, idroelettrico e impianti alimentati da gas residuati dai processi di depurazione.

L’autorizzazione europea rappresenta un passaggio strategico per il settore energetico nazionale perché introduce un quadro di supporto stabile e di lungo periodo, offrendo maggiore certezza agli investitori e agli operatori chiamati a realizzare gli impianti necessari per raggiungere gli obiettivi energetici e climatici del Paese.

Un sostegno da 23 miliardi di euro per accelerare le rinnovabili

Il regime approvato dalla Commissione Europea prevede un valore complessivo stimato di circa 23 miliardi di euro fino al 31 dicembre 2028 e punta a sostenere circa 37 GW di nuova capacità rinnovabile.

L’obiettivo è contribuire al raggiungimento dei target fissati dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), che prevede entro il 2030 una quota del 39,4% di energia da fonti rinnovabili sui consumi finali lordi e il 65% di energia rinnovabile nei consumi elettrici.

Oltre ai benefici ambientali, il FER X mira a rafforzare la sicurezza energetica del Paese, riducendo progressivamente la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e aumentando la resilienza del sistema energetico nazionale.

Come funzionerà il nuovo meccanismo incentivante

Il FER X introduce un sistema basato su Contratti per Differenza (CfD) bidirezionali della durata di 20 anni.

Il meccanismo prevede il confronto tra il prezzo di mercato dell’energia e un prezzo di esercizio definito dal sistema incentivante:

  • se il prezzo di mercato risulta inferiore al prezzo di esercizio, il produttore riceve un’integrazione economica;
  • se il prezzo di mercato supera il prezzo di esercizio, il produttore restituisce la differenza al sistema.

Questo modello consente di ridurre l’esposizione alla volatilità dei mercati energetici, favorendo la bancabilità dei progetti e garantendo maggiore prevedibilità dei ricavi per gli investitori.

Per gli impianti fino a 1 MW è previsto un accesso semplificato con prezzi di riferimento definiti dall’autorità competente, mentre per gli impianti di maggiore potenza il sostegno sarà assegnato principalmente attraverso procedure competitive.

Perché il FER X a regime è importante anche per le imprese

Il nuovo decreto non rappresenta necessariamente un incentivo diretto per tutte le aziende che installano impianti fotovoltaici, ma introduce un quadro normativo più stabile e prevedibile per lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Per le imprese energivore e per le organizzazioni impegnate in percorsi di decarbonizzazione, questo significa poter contare su un mercato più maturo, su maggiori opportunità di approvvigionamento da fonti rinnovabili e su condizioni più favorevoli per lo sviluppo di progetti di autoproduzione energetica.

La crescita degli investimenti nel settore contribuirà inoltre a favorire modelli contrattuali innovativi, come i Power Purchase Agreement (PPA), sempre più utilizzati per garantire stabilità dei costi energetici nel lungo periodo.

La sfida non è solo produrre più energia rinnovabile

L’approvazione del FER X a regime rappresenta un passaggio fondamentale, ma da sola non sarà sufficiente per raggiungere gli obiettivi energetici nazionali.

L’incremento previsto di oltre 37 GW di nuova capacità rinnovabile richiederà infatti un ulteriore sviluppo delle infrastrutture di rete, dei sistemi di accumulo e dei processi autorizzativi.

La crescente diffusione del fotovoltaico renderà sempre più importante la capacità di integrare produzione, monitoraggio, gestione intelligente dei consumi e sistemi di storage, elementi essenziali per garantire stabilità ed efficienza al sistema elettrico.

La velocità con cui questi fattori verranno sviluppati sarà determinante per trasformare gli obiettivi normativi in risultati concreti.

Dalla normativa ai progetti: il ruolo delle ESCo nella transizione energetica

Per molte aziende la sfida non consiste soltanto nell’accesso agli incentivi, ma nella capacità di trasformare le opportunità offerte dal mercato energetico in progetti sostenibili dal punto di vista tecnico, economico e finanziario.

In questo contesto, il modello ESCo consente di affrontare la transizione energetica con un approccio integrato che combina progettazione, realizzazione, gestione degli impianti e soluzioni di finanziamento dedicate.

Attraverso strumenti come i Power Purchase Agreement (PPA), il noleggio operativo e gli Energy Performance Contract (EnPC), le imprese possono accelerare il proprio percorso di decarbonizzazione senza immobilizzare capitale, beneficiando fin da subito di una maggiore stabilità dei costi energetici e di una riduzione delle emissioni di CO₂.

Il via libera al FER X conferma la direzione intrapresa dall’Europa e dall’Italia: aumentare la produzione di energia rinnovabile, rafforzare la competitività delle imprese e costruire un sistema energetico più sostenibile e resiliente. Per le aziende, il momento di pianificare il proprio percorso di transizione energetica è già iniziato.